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Stilo….”la bellissima”!

Stilo (Stilu in calabrese, Stylon in greco-calabro) è un comune italiano di 2.655 abitanti della provincia di Reggio Calabria, in Calabria, ed inserito nel circuito de I borghi più belli d’Italia.stilo_2
Stilo si trova ai piedi del Monte Consolino. Nelle vicinanze di Ferdinandea, si estende il bosco di Stilo, un esempio tipico di bosco delle Serre calabresi, con abeti bianchi e faggi e con un ricco sottobosco con forte presenza di eriche e agrifogli. Come fauna sono presenti il gatto selvatico, la martora e numerose specie di picchi. Dista circa 150 km da Reggio Calabria e 75 km da Catanzaro. Il territorio si estende, con un sottile lembo, fino al mare in località Caldarella (Caddareda, in dialetto stilese).
Secondo il Barrio e il Marafioti Stilo prende il nome dalla fiumara Stilaro e non viceversa come pensa l’Aceti, il quale ritiene che la città abbia ricevuto tale nome in virtù della conformazione a colonna, in greco: Stylon, del promontorio di Cocinto (attuale Punta Stilo) dove si trovava una volta il primo insediamento. Altri pensano si chiami Stylon, appunto colonna, per la forma del Monte Consolino, sua attuale ubicazione.
Le origini di Stilo sono legate alla distruzione durante il periodo greco da parte di Dionigi di Siracusa della città di Kaulon. Secondo Apollinare Agresta (Vita di San Giovanni Therestis, 1677) fu edificata in ben 3 luoghi diversi, di cui la prima volta nel promontorio di Cocinto, attuale Punta Stilo, nel medioevo sempre in quest’area sulla destra della fiumara Assi e infine sul Monte Consolino.

In principio fu una città fortificata, un oppidum magnogreco di nome Consilinum o in greco Kosilinon (ad kosi= villaggio e silinon = della luna).

Stilo nel periodo del basso impero romano era considerata la Kaulonia italiota e successivamente cambiò il nome in Stilida.stilo_3

Il nome Stilida deriva dalla fiumara Stilaro, dalla forma del promontorio allungato e dalla colonna del tempio di Giove Omorio. Considerata nell’Itinerarium Antonianum una stazione itinerante distante 400 stadi (Unità di misura di distanza greca) da Locri.
La battaglia navale avvenute tra le navi saracene di Nasar e le navi bizantine nell’880, a largo di Punta Stilo. Questa località allora era chiamata “Le colonne”, in greco Steilai.

Stilida divenne parte dell’Impero Bizantino nel VI secolo. Stilida era situata nei pressi di Punta Stilo alla destra della fiumara Assi. Il 15 luglio del 982 subì danni a causa di una battaglia tra Ottone II e gli arabo-bizantini, vinta da quest’ultimi.

Sarà lungo il corso del medioevo che gli abitanti della costa andranno a vivere sempre di più verso l’interno creando i nuclei medievali degli attuali paesi della Vallata dello Stilaro; come gli abitanti di Stilida che si sposteranno sul Monte Consolino e solo in un terzo momento dove si trova oggi Stilo. Nel IX secolo venne costruita la Cattolica di Stilo.

Tra il 1065 e il 1071 Stilo resiste all’invasione Normanna. Ai tempi era definita Oppidum, cioè città fortificata con cinte murarie. Vi erano 5 porte d’accesso: Porta Stefanina, Porta Terra, Porta Reale, Porta Scanza li Gutti e Porta Cacari.

Col periodo normanno Stilo diventa di Regio Demanio a differenza di altre città come Cotrone, Catanzaro e Gerace di proprietà di signori feudali. Conserverà questo privilegio fino nel XIV secolo quando Carlo V di Spagna gli revocherà i privilegi.

Fino al 1094, anno in cui Ruggero II concesse alcune terre demaniali ad istituti religiosi, Stilo comprendeva i casali di:

Agrilla
Antistilo, scomparso nel 1600
Arsafia
Barbarito, scomparso nel 1600
Baronci
Bingi, situato di fronte a Bivongi sull’altra sponda dello Stilaro nei pressi del torrente Pardalà, dipendente da Arsafia e scomparso nel 1300
Bivongi, assegnato nel 1094 alla certosa di Serra San Bruno
Botteria, distrutto in battaglia, nel ‘700 né rimangono ancora i ruderi
Calamiona
Caldarella
Camini
Colicestra
Cursano, situato alla sinistra dell’Assi tra Stilo e Guardavalle, fu distrutto dai Saraceni nel 986, i ruderi sono visibili ancora nel ‘700
Favaco
Mesa
Monasterace, casale fino al 1275
Oliviano, donato alla certosa di Serra San Bruno nel 1094
Palacorio
Pazzano, rimase legato a Stilo fino al 1811
Pellicciano
Plagia o Plaga
Rosito, esistente almeno dal 1172, andato in rovina nel XVI secolo
Rovito
Sakrai
Salti
Sant’Andrea di Pruppà, esistente almeno dal 1094
San Barolomeo, andò in rovina nel XVI secolo
San Leonte, nei pressi di Camini in località Sagghjiuonti nel 1212 Federico II lo donò alla Certosa di Santo Stefano
San Lorenzo, donato nel 1191 da Tancredi di Sicilia alla Certosa di Santo Stefano
Troghion o Trogino o Trogion, esistente almeno dal 1054 lungo il torrente Troiano
Nel 1260, sotto Carlo I d’Angiò, la città di Stilo risulta Demaniale: il suo castello era munito di reale presidio contando per una delle principali fortezze della provincia.stilo_4

I giacimenti di Stilo, conosciuti fin dai secoli a.C., nel 1094 risultano possedimenti dei Certosini di Serra San Bruno in seguito a donazione del Conte Ruggero il Normanno. Qui nacque la ferriera che utilizzava anche il ferro estratto dal sottosuolo di Pazzano attorno al monte Stella, appartenuta agli Aragonesi e ceduta poi, assieme alle limitrofe ferriere di Spadola e di Fabrizia nel 1523, da Carlo V a Cesare Fieramosca, fratello del famoso Ettore. Durante tutto il ‘600 gli impianti di Stilo producevano in gran quantità. Nella ferriera stilese si lavoravano manufatti ferrosi per uso civile e militare, come “i tubi dell’acquedotto di Caserta, in base ai modelli ed ai disegni preparati dal Vanvitelli” come scrive G. Rubino. Questi, derivata dall’inventario del 1761, ne traccia una descrizione della consistenza delle cosiddette “Ferriere Vecchie” di Stilo, per distinguerle dalle nuove ubicate presso il vicino corso d’acqua Assi. “Esse comprendevano, oltre ad una piccola cappella ed alla residenza per l’amministratore ed i militari di guarnigione, due fonderie, otto ferriere ed una sega idraulica…”.

Successivamente, verso il 1770 il sito siderurgico di Stilo è stato abbandonato ed edificatone un altro ben più grande, ricco e più vicino agli sbocchi commerciali e comunicativi come Serra San Bruno e Pizzo.
Nel 1540 Carlo V d’Asburgo vendette le terre demaniali di molti paesi tra cui Stilo poiché serviva denaro per difendere i territori italiani dalle invasioni turche. Stilo finisce nelle mani del marchese Concublet di Arena.

Il 5 settembre 1568 nacque a Stilo il filosofo Tommaso Campanella. Nel 1575 il re di Spagna Filippo II restituisce il Demanio e la contea a Stilo. Sotto Filippo III avviene una ribellione capeggiata da Campanella e soffocata dal governo spagnolo. Nel 1599 Tommaso Campanella organizza una rivolta contro gli Spagnoli.
Nel 1658 sotto il regno di Filippo IV furono riconcessi i privilegi di regio Demanio da come si evince dalla Copia del Real Decreto Della Maestà del Rè Nostro Signore Filippo Quarto in confirmatione dell’antichisimo Demanio e Reali Pirvilegii ella Regia Città di Stilo nel Regno di Napoli. La gestione del regio demanio era rappresentata da varie figure tra cui la più importante il Sindaco coadiuvato dagli assessori, che restava in carica un anno. La giustizia si componeva invece del Giudice, amministratore della giustizia ordinaria insieme all’avvocato e all’auditore. Il Baglivo, magistrato, poi c’era il Mastrodatti, cancelliere che redigeva gli atti dei processi, il Baiulo, magistrato che rappresentava il potere del sovrano Il Capitano era invece la persona incaricata di gestire la giustizia criminale insieme a una corte e un notaio. Il Mastrogiurato eseguiva gli ordini del Capitano. Nel 1783 un terremoto danneggia il borgo di Stilo. La cittadina venne saccheggiata dalle truppe francesi nel 1806.
Dal 2000, si è ripresa la celebrazione del Palio di Ribusa che avviene ogni prima domenica di agosto. Dal 2009 il Castello normanno di Stilo è in restauro. Nel 2010 è stata restaurata la Cattolica. Nel settembre 2012 il Diving Center Punta Stilo scopre in località Boario del “Gran Bosco di Stilo” dei massi molto simili alle pietre neolitiche di Nardodipace con incisi dei segni e forme geometriche, si attende uno studio approfondito dell’Unversità di Reggio Calabria.
Duomo o Chiesa Matrice. Chiesa del XIV secolo, ricostruita dopo il terremoto del 1783 con all’interno pala monumentale del Caracciolo. Costruita su una chiesa paleobizantina.
Abbazia di San Giovanni Therestis. L’ingresso è caratterizzato da un portone in granito grigio e rosa, al di sopra vi è un balcone con inciso il nome del priore che lo fece costruire. Ha una cupola impostata su 4 pilastri con 2 archi a tutto sesto e 2 archi a sesto acuto. All’interno c’è un dipinto del XII secolo del periodo svevo della Madonna in trono con la mano destra sulla spalla del bambino che benedice. Qui nel 1600 furono portate le reliquie di San Giovanni Therestis da un vecchio convento con il consenso del papa Alessandro VIII tramite la lettera Ad futuram Dei memoriam.
La “Cattolica” Chiesa di architettura bizantina del X secolo, finita di ristrutturare alla fine del 1927. La Cattolica di Stilo, è un’architettura bizantina, assimilabile alla tipologia della chiesa a croce greca inscritta in un quadrato, tipica del periodo medio-bizantino. All’interno quattro colonne dividono lo spazio in nove parti, all’incirca di pari dimensioni. Il quadrato centrale e quelli angolari sono coperti da cupole su delle colonne di pari diametro, la cupola centrale è leggermente più alta ed ha un diametro maggiore. Su un lato sono presenti tre absidi.
Chiesa di San Domenico. Chiesa del XVII secolo facente parte di un convento domenicano di cui sono rimasti solo i ruderi. Qui le famiglie nobili stilesi avevano della cappelle dove seppellivano i loro defunti. Il Campanella scrisse la tragedia Maria Regina di Scozia, il trattato teologico De preadestinatione et gratia contra Molinam pro Thomistis, Articuli prophaetales e l’opera La Monarchia di Spagna. Nel 1783 a causa di un terremoto il convento crollò fino alle fondamenta. Nel 1927 la chiesa fu in parte ricostruita per il crollo del tetto. È una chiesa a croce latina.
Chiesa di San Nicola da Tolentino
Chiesa di San Francesco dei Minori: Chiesa del settecento
Chiesa di Santa Caterina
Chiesa di San Nicola da Bari
Chiesa di Sant’Onofrio
Chiesa di San Biagio al Borgo: qui fu battezzato Tommaso Campanella
Chiesa di Santa Barbara
Chiesa di Santa Marina e Lucia
Chiesa della Madonna delle Grazie
Chiesa della Badia
Chiesa dei Cappuccini
Convento delle Clarisse con Chiesa di Santa Chiara. Costruito nel XIII secolo, fu dedicato a Santa Maria di Ognissanti.
Laura della Pastorella. Fu una laura dedicata a santa Maria di Tramontana (da un atto del 1115), nel 1906, don Vincenzo Papaleo la riconverti in chiesa rupestre. All’interno c’è un quadro di Antonio Chirilli del 1931 mentre dietro l’altare c’è una piccola cavità, che è l’originale grotta primitiva.
Fonte: http://it.wikipedia.org/

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